FERMI

Riqualificazione scuola Fermi a Torino

Ristrutturazione e riorganizzazione della scuola secondaria di I grado Enrico Fermi di Torino

2020

CONCORSO DI PROGETTAZIONE

progetto partecipante

importo lavori: 5.767. 000€

Ente: Fondazione Agnelli – Compagnia di San Paolo

L’intervento progettuale è mirato alla ristrutturazione complessiva e messa a norma dell’edificio scolastico. Gli ampliamenti previsti sono finalizzati alla risoluzione funzionale delle attuali criticità distributive. La valorizzazione del progetto originario degli anni ’60, la lettura attenta del costruito e la successiva ri-significazione e ri-nominazione degli spazi, hanno portato alla definizione di nuove qualità spaziali. Le scelte progettuali messe in atto si configurano dunque come completamento del progetto originale e non come rifacimento, mantenendo intatti i caratteri architettonici dei fronti su via Genova, utilizzando le attuali partiture di facciata e le regole compositive preesistenti dei blocchi per generare una rinnovata immagine della scuola.
TOPOGRAFIA DELL’APPRENDIMENTO
L’importanza pedagogica data al tempo e allo spazio, considerati come dispositivi messi in atto per stimolare movimento, autonomia e esplorazione, ben espressa nel bando, è molto simile alla concezione filosofica alla base della relatività generale formulata da Einstein, lo spaziotempo.
Il tempo non è assoluto ma dipende dalla velocità e dal riferimento spaziale considerato; gli aspetti cronologici e spaziali sono inscindibili, correlati e modificati da campi gravitazionali capaci di deflettere la luce e rallentare il tempo.
Il ripensamento dello spazio per l’apprendimento della scuola Fermi vuole essere un’occasione per riflettere sull’importanza del progetto come strumento per generare scenari possibili.
La proposta è quella di creare una topografia connettiva e relazionale a diverse velocità, alla portata di tutti, capace di facilitare ma allo stesso tempo mettere alla prova capacità e immaginazione. Tale spazio è plasmato, deflesso potremmo dire, dalle tre dimensioni dello sviluppo culturale: quella corporea, espressiva e cognitiva. Esse rappresentano i campi gravitazionali della pedagogia contemporanea. La topografia diventa un facilitatore, un luogo dove le prossimità vengono accentuate e le distinzioni tra pubblico e privato non sono più barriere o separazioni ma bensì momenti di confronto e condivisione.
DIMENSIONE CORPOREA
Il concetto di corporeità, intesa come esperienza sensoriale, viene tradotto in una superficie pensata per diventare luogo di scoperta e avventura, azzeramento dei limiti tra interno ed esterno.
L’area dedicata al gusto, sviluppata lungo l’asse nord-sud, dispone di un affaccio preferenziale sull’area esterna dove trova posto un orto didattico per sensibilizzare tutti sulle tematiche alimentari, generando consapevolezza e responsabilità.
La vetrata a sud-est consente guadagni di calore durante l’inverno, mentre in estate è ben ombreggiata dal porticato. Le zone di raccoglimento sono parte dei cluster ma si relazionano fortemente con gli spazi comuni e l’atrio.

DIMENSIONE ESPRESSIVA
Gli ambienti dell’espressività sono posizionati nell’ala ovest, beneficiando così di un cortile esposto a nord e protetto dalla strada al piano terra. Al piano terra arte e mestieri mentre al primo musica e teatro. Il patio esistente viene recuperato per rafforzare il legame tra i laboratori. La tribuna dei ragazzi al piano terra si apre sullo spazio pubblico per facilitare i momenti di confronto con il quartiere. Verso la viabilità pubblica, laboratori e palestra mantengono i caratteri architettonici propri delle facciate esistenti; si propone un miglioramento energetico dall’interno.
DIMENSIONE COGNITIVA
I cluster sono collocati nei blocchi dove attualmente sono ospitate le aule.
La biblioteca è intesa come punto di riferimento per la scuola e momento di confronto con il quartiere.
Cluster, biblioteca e spazi comuni si contraddistinguono da un’elevata propensione alla trasformazione, adattabili a necessità, caratterizzati da continuità e permeabilità visiva. I patio consentono di eliminare le barriere tra pubblico e privato, l’atrio viene bucato per aumentare il senso di unitarietà.
INVOLUCRO E SISTEMI
Il nuovo involucro edilizio dei blocchi A, D, E è disegnato con le medesime regole compositive della facciata esistente. Si compone di elementi modulari, prefabbricati e autoportanti, poggianti a terra per non gravare sulla struttura esistente. Gli elementi d’involucro integrano al loro interno l’isolamento, la finitura superficiale, le schermature solari passive e attive. L’intervento è completamente reversibile, la posa in opera a secco. La stabilità dell’involucro è migliorata dalla profondità dei pannelli pari a quella del cornicione che li protegge.
I nuovi serramenti mantengono scansione e vano esistenti.
Le soluzioni impiantistiche prediligono un approccio passivo integrato alle scelte architettoniche d’insieme (orientamento, alberature, apporti solari, camini solari per la ventilazione naturale, isolamento, ecc). La gestione dei sistemi domotici sarà semplice, personalizzata, autonoma e da remoto.