COUIS

Nuova funivia Pila-Couis con ristorante panoramico

Nuove stazioni di partenza e arrivo, con biglietteria, uffici, servizi accessori, parcheggi, viabilità, ristorante e caffetteria.

2019/2020

servizi: PROGETTO DI FATTIBILITA’ TECNICA ECONOMICA

con: ALTEVIE SRL, ITS SRL, ING. GIACOMELLI, ARCH. DELLI GATTI

cliente: PILA SPA

importo lavori: 23.479.000 €

L’alpeggio per lo sfruttamento dei pascoli alpini è uno degli aspetti più originali e caratterizzanti dell’economia, del paesaggio e della cultura valdostana. I 4/5 del territorio regionale sono al di sopra dei 1600 metri di altitudine, una specificità che nei secoli ha generato una costellazione di edifici perfettamente inseriti nel contesto ambientale e paesaggistico montano.
Mayèn, Alpadzo, Montagne, Tso, Arp sono costruzioni molto semplici ed arcaiche, modellate nei secoli dalle dure condizioni ambientali. Vivere in montagna era faticoso e di conseguenza gli edifici dovevano sfruttare le risorse disponibili e trarre vantaggio dall’orografia del terreno. Il sito veniva scelto con attenzione, lontano da frane e valanghe, vicino al bosco e al ruscello. La forma allungata dell’edificio permetteva di assecondare l’andamento del pendio, i materiali venivano ricavati sul posto.
L’alpeggio tradizionale rappresenta la migliore sintesi del costruire in montagna.

Nel tentativo di ripristinare un possibile dialogo tra le montagne e i suoi abitanti, l’idea progettuale reinterpreta le logiche archetipe dell’alpeggio tradizionalmente inteso. Questo approccio concettuale e tipologico, comune alle due proposte, ha portato alla creazione di elementi semplici e riconoscibili, ispirati a valori di rispetto, adattamento ed equilibrio.
L’attenzione progettuale è rivolta alle persone che fruiranno degli spazi, uscendo dalla classificazione generica di utente. L’ampio ricorso a percorsi inclinati con scarsa pendenza, si pone l’obiettivo di dare precedenza alle persone con maggiori difficoltà, come disabili, anziani e famiglie.

Nella proposta progettuale per la nuova stazione di valle, le peculiarità architettoniche e topografiche esistenti vengono valorizzate, integrate e rese organiche in un unico volume. Gli ingombri esistenti della stazione di arrivo Aosta-Pila vengono mantenuti e inglobati in una nuova pelle che ne segue l’andamento.
In tal modo le strutture portanti e la copertura vengono conservate, eccetto quelle dell’attuale punto informativo e degli uffici, la cui rimozione consentirà di liberare lo spazio necessario per la riorganizzazione dei nuovi flussi.
La stazione di valle del nuovo impianto è posta all’estremo sud, oltre il muro di contenimento, a sbalzo sul nuovo parcheggio. Tale posizione conserva la larghezza di pista attuale, allargando questa parte di suolo.
La copertura in progetto si abbassa e si espande verso l’area a parcheggio. Viene così a crearsi uno spazio aggiuntivo in continuità con la pista; per sua conformazione e per la scarsa pendenza, la nuova copertura diventa una naturale estensione del terreno, generando un piccolo anfiteatro con belvedere dal quale è possibile osservare il comprensorio di Pila.
L’allargamento della copertura corrisponde ad una maggiore superficie coperta a livello del parcheggio dove trova posto una piazza pubblica caratterizzata dal nuovo volume della biglietteria e da un sistema di scale con una rampa ciclo-pedonale capaci di rendere fluido e piacevole l’accesso al livello superiore.
La biglietteria con punto informativo è collegata al nucleo scala esistente, unificando i percorsi interni degli uffici e dei servizi.
Il livello della piazza viene rialzato e raccordato con la topografia del parcheggio, ponendo allo stesso livello la nuova biglietteria con i bagni e l’ufficio gare esistenti, rendendo più organico il sistema di accessi alla struttura. La nuova piazza coperta consentirà inoltre l’accumulo per la coda dei clienti in attesa. Al piano superiore, la riorganizzazione funzionale degli uffici e dei servizi esistenti è finalizzata a valorizzare lo spazio connettivo.
L’atrio centrale a sviluppo lineare, funzionale all’accumulo della coda passeggeri in salita, è l’hub distributivo principale. La copertura sinuosa accompagna e guida i vari utenti, ospitando piccoli volumi di servizio indipendenti e il nuovo blocco uffici, modellati dai flussi dei visitatori. Nel punto di maggior passaggio è situato il nuovo ufficio scuola di sci, affiancato da una zona relax composta da sedute e gradoni. L’idea è di creare un luogo dello stare, pubblico, molto confortevole e dal quale godere del paesaggio, in un ambiente protetto ma nel contempo ad alta visibilità sociale.
La pelle esterna, aperta e permeabile, è composta da montanti in legno e acciaio che ritmano la facciata e incorniciano il paesaggio, diventando all’occorrenza supporti per teloni informativi e pubblicitari. Dal punto di vista urbanistico, la riorganizzazione della viabilità pubblica consentirà una migliore fruibilità e un accesso alla stazione, avvicinando le aree parcheggio e prevedendone un ridisegno complessivo che rifletta l’andamento curvilineo della nuova stazione. Tale sviluppo lineare e organico conferisce al nuovo volume un carattere fortemente identitario e dinamico.
Nella proposta progettuale per la nuova stazione di monte le peculiarità proprie del comprensorio, il tracciato attuale delle piste, la topografia del versante e i punti panoramici che caratterizzano il sito, vengono mantenuti e valorizzati. Con l’obiettivo di valorizzare il tracciato della pista n.27 e quindi l’intero accesso al comprensorio, l’arrivo della nuova stazione di monte viene elevata alla quota 2724 metri. L’impianto tipologico lineare diventa circolare.
I volumi del ristorante e della caffetteria si susseguono e degradano, collegando il parterre delle piste con la stazione in direzione Pila. L’atrio a due livelli distribuisce i flussi verticali attraverso un sistema di tappeti mobili automatizzati.
La futura stazione in direzione Cogne è prevista in continuità e conclude la sequenza funzionale. La forma annodata consente di avvicinare e sovrapporre le due stazioni poste agli estremi. L’atrio centrale privilegia i flussi in arrivo, diversificando l’accesso al comprensorio, mentre l’area ristorativa è collegata ma indipendente.
I visitatori possono accedere alle piste attraverso 3 gates. La terrazza esterna collega la stazione di arrivo alle piste, valorizzando il paesaggio attraverso un percorso ciclo-pedonale a scarsa pendenza, sul quale trovano posto anche i dehors pubblici e quelli dedicati. La caffetteria e il ristoro ne seguono lo sviluppo. La copertura facilita l’accesso al belvedere della piatta de Grevon. La testata di arrivo si apre per mantenere libera la vista sul comprensorio del Cervino.