Valorizzazione del convento dei frati francescani minori e del paesaggio della città di Caluso TO
2020
CONCORSO DI PROGETTAZIONE
progetto partecipante
importo lavori: 1.700. 000€
Ente: comune di Caluso
Trasformare l’ex Convento nella porta d’ingresso alla Città è un’occasione importante di ridefinizione dell’identità socio-culturale, ancor prima che turistica, di Caluso.
Caluso è inevitabilmente legata all’Erbaluce, prodotto enologico apprezzato in Italia e all’estero per le sue peculiarità, ma vanta anche un patrimonio storico, artistico, paesaggistico importante e poco conosciuto. Epicentro della zona viti vinicola di produzione dell’Erbaluce, Caluso si è creata un ruolo di riferimento per i 36 comuni che ne fanno parte e non solo se si pensa che è sede dell’Enoteca Regionale dei vini della Provincia di Torino. Alle spalle del Convento, inoltre, ha sede la Cooperativa produttori di Erbaluce di Caluso, una realtà che riunisce circa l’80% dei produttori di Erbaluce. Un ulteriore elemento distintivo della città è rappresentato dalla spiccata propensione per l’associazionismo.
Tali elementi restituisco un’immagine attiva e comunitaria, fortemente legata al territorio e ai valori civici dello stare insieme.
Se dal punto di vista fisico è la porta della città e ai suoi servizi, sotto il profilo concettuale il tema di fondo legato alla trasformazione del Convento è quello dell’accoglienza, sia socio-culturale che turistica.
In questa logica, il Convento viene inteso come un luogo da abitare nel quale abitanti, aziende e turisti possano trovare un punto di riferimento. Per questo motivo è importante che l’intervento accolga attività diverse, potremmo usare il termine mixité, ovvero funzioni capaci di catalizzare interessi differenti e rendere vitale l’intervento.
A tal proposito, le vicine esperienze maturate in Valle d’Aosta e nelle Langhe rappresentano eccellenze da cui trarre esempio.
Una di queste è la cooperativa Cofruits, fondata da un gruppo di produttori di mele, è diventata punto di riferimento per i prodotti tipici valdostani. Nel punto vendita, oltre ai loro prodotti, è possibile acquistare produzioni artigianali alimentari e non che vanno dal miele all’aceto, dal vino al pane, dalla carne ai dolci, dall’oggetto in legno o ceramica al tessuto in lana grezzo. Qui turisti e residenti trovano un concentrato di qualità locali difficili da conoscere e reperire. È presente anche una piccola caffetteria interna. Questo è un modo per promuovere la vendita dei prodotti di punta, beneficiando della presenza di piccole produzioni di nicchia e viceversa.
Il punto vendita dei prodotti locali pensato all’interno del Convento è visto in quest’ottica: valorizzare le piccole produzioni locali utilizzando la risonanza commerciale dell’Erbaluce e contemporaneamente avvalorare la qualità della produzione Erbaluce attraverso la riscoperta del territorio.
Altro interessante caso è quello delle associazioni di promozione turistica delle Langhe. Parallelamente ai canali di tipo pubblico legati alla promozione istituzionale del turismo, molte associazioni private, in stretta collaborazione con quelle pubbliche, valorizzano il territorio di riferimento con l’aiuto di volontari e produttori locali, contribuendo a rendere celebri le Langhe nel mondo. Tali associazioni sono animate da uno staff di professionisti che organizzano eventi turistici, culturali, di promozione dell’agroalimentare e delle tipicità. Forniscono servizi turistici per gruppi o aziende, corsi, team building, incentive, educational sul territorio, spettacoli, cene, gite ed escursioni.
In tal senso, si ipotizza l’istituzione di un’Associazione privato/pubblico che si occupi dell’accoglienza e della promozione dell’offerta turistica e culturale della città e del territorio, avente sede nel punto informativo.
Parco Spurgazzi attualmente è il luogo del tempo libero; per questa sua vocazione alla condivisione e allo scambio si è scelta una soluzione progettuale estremamente versatile e semplice. I concetti alla base sono quelli della macchina pubblicitaria, palloni aerostatici gonfiati ad elio e sospesi a mezzaria tra le stupende chiome degli alberi che abitano il parco. La loro configurazione apparentemente libera restituisce l’impressione che la copertura segua l’andamento degli alberi, colmandone i vuoti. Il palco Erbaluce di Caluso potrebbe ospitare molte delle attività gestite dalla nuova Associazione con sede nell’Ex Convento.
La Rocca del Castellazzo è un belvedere panoramico sulla piana di Caluso e verso il lago di Candia. Da qui si dirama il sentiero delle pietre bianche che conduce alle colline dell’Erbaluce. L’ipotesi progettuale è di valorizzare il paesaggio della città attraverso un’esperienza di vita, un’emozione fuori dall’ordinario. In analogia ai rifugi montani e ai bivacchi urbani, si immagina di realizzare una piccola unità esplorativa da collocare in punti notevoli del territorio. Di anno in anno il rifugio Erbaluce di Caluso potrebbe trovare posto in luoghi sempre diversi generando a livello comunicativo curiosità e aspettativa.




